La doccia dorata a New York

Doccia dorata, troia pisciata in faccia

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Lewis aveva tutto, tranne i desideri. Era pieno di soldi dalla testa ai piedi, aveva belle macchine, appartamenti lussuosi in quasi ogni parte del mondo, una moglie e un lavoro gratificante.

Quelli che le altre persone chiamavano desideri, per lui non erano altro che semplicissime intenzioni che avrebbe attuato nel giro di qualche ora al massimo.

New York era bellissima quella mattina. Il sole entrava dalla grande vetrata del suo loft, situato in pieno centro.

La sua colazione consisteva in un bicchiere di vodka allungato con della spremuta d’arancia, una sigaretta e tre o quattro modelle impegnate a limonare nude tra loro, sul suo letto.

se ne stava sul suo divano di pelle, bicchiere alla mano e sigaretta in bocca, con lo sguardo piantato su quelle tre ragazze. Non aveva la più pallida idea di dove fosse finita la quarta.

Tirò giù la vodka tutta d’un fiato e si alzò. Dopo aver tirato uno schiaffo sul culo di una di quelle modelline da strapazzo, si diresse verso il bagno.

-Ciao.

Ecco dov’era finita la quarta.

-Che ci fai qui?

-Ho appena finito di fare la cacca, tutto è risultato più facile dopo quello che mi hai fatto l’altra sera.- rispose, mentre completamente nuda si avvicinava a lui con un andamento sinuoso.

-Che ne dici di farci una doccia assieme?

-Wow… potremmo lavarci dopo tutte quelle cose sporche che abbiamo fatto ieri!

-Sono abbastanza sicuro che ne uscirai molto più sporca… sia dentro che fuori.

-Ok.

Lewis spense la sigaretta nel cesso e iniziò a miscelare l’acqua della sua doccia d’ultima generazione. Era molto importante che i suoi oggetti risultassero sempre d’ultima generazione, perché come i computer, anche tutti gli altri oggetti erano soggetti ad aggiornamenti.

-Prego signorina.- disse, aprendole la porta vetro scorrevole.

-Grazie, ma non sono una signorina… io sono sposata.

-Ah, tu sei la moglie dell’attore… mi è piaciuto molto in quel film ambientato a Mosca!

-Sì, è stato decisamente il ruolo migliore che gli sia stato sottoposto.

-Ok.- disse, entrando nella doccia, -Adesso basta con le chiacchiere, prendimelo un po’ in bocca.

La modella si abbassò. con quel suo fisico magro ed emaciato, con le tettine a punta irte verso di lui e gli occhi con il trucco colato e glielo prese in bocca.

Dalla porta vetro riusciva a vedere perfettamente il reggiseno e le mutandine della modella posati per terra. Adorava quelle piccole cose.

Avere una casa piena di biancheria intima di modelle per terra era sintomatico di una vita divertente.

-Adesso ci sporchiamo un po’, che ne dici?

-Ok.

Lewis spinse la modella a lato della doccia, precisamente dove gli schizzi dell’acqua non riuscivano ad arrivare.

Cercò di abbassare più che poteva il suo cazzo duro e, guardando in faccia quella giovane e speranzosa ragazza, iniziò a pisciarle a dosso.

Era la prima volta per lei, si vedeva lontano un miglio. Non sapeva come reagire, perché mentre nei suoi occhi si leggeva il sdegno, il suo animo bramava l’umiliazione.

Il caldo sulla pelle e quell’odore che le ricordava così tanto l’ammoniaca, iniziò a farla starnutire.

A giudicare dal getto, Lewis doveva averne proprio tanta nel serbatoio. Perché era finita in quel posto? Come diavolo era potuto succedere? proveniva da una famiglia rispettabile, aveva frequentato le scuole private, si era laureata al college, era finita a fare la modella e nonostante tutto si ritrovava in una doccia di un loft del centro a farsi pisciare a dosso da un milionario.

Non ne ricordava il motivo, ma una qualche motivazione doveva pur esserci.

-Ti piace farti pisciare a dosso?

-Devo ancora capirlo.

-Apri un po’ la bocca.- disse Lewis.

Non era stata un imposizione. Lei non era assolutamente costretta a starsene lì a farsi urinare a dosso, ma nonostante tutto decise di aprire la bocca.

Quell’uomo la stava umiliando, mentre a casa sua c’era un attore bello e giovane, pronto a viziarla e coccolarla in ogni modo.

Al momento preferiva farsi pisciare in bocca.

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