Il gioco della pizza ( Parte II )

Eravamo tutte li, vogliose come vacche arrapate, messe a pecora, mostrando il culo aperto e la figa umida ad un giovane porta pizze, chiedendogli di scoparci tutte. Il nostro innocuo pigiama party era diventata la sagra della zoccola.

Il giovane prese in mano il dildo e si posiziono’ dietro a Susanna, infilandole il cazzo di plastica su per il culo, mentre lei si stimolava il clitoride, emettendo dei gemiti di piacevole dolore. Quando il dildo entro’ tutto, il macho spinse solo la punta della cappella dentro la figa umida di Susanna, infilando con un colpo secco e violento tutto il suo cazzo dentro di lei, con una botta cosi’ violenta che Susanna stava per cadere dall’altra parte del divano. Tutte noi osservavamo quella scena con goduria e con delle risatine da civette. Passo’ al secondo culo, lasciando il dildo nel culo di Susanna. Passo’ poi a quello di Mara, che era bello e sodo. Infilo’ il cazzo di plastica su per quel culetto stretto, facendolo scivolare con piu’ fatica rispetto a quello di Susanna, evidentemente piu’ “aperto”. Il macho infilo’ prima la punta del suo cazzo tra le labbra zuppe di Mara e poi, tenendola per i fianchi, lo infilo’ tutto con una violenta botta, facendo strillare Mara. Era il turno di Rosa, la puttanella del gruppo, che non aveva problemi nel prenderlo in culo, sapendo che diverse volte era stata scopata da 4 uomini insieme. Infatti il dildo scivolo’ su per il suo culo con molta facilita’. Una volta tappato il suo culo, il macho latino sistemo’ il cazzo tra le labbra umide della figa di Rosa e diede una di quelle botte che mai avevo sognato possibile, lo scontro tra i due corpi era cosi’ violento per poco il cazzo non usci’ fuori dalla bocca di Rose. Ogni volta, il giovane fattorino era preso dalla voglia di voler continuare a scopare la figa che sbatteva, ma la regola era una botta per volta.

Toccava a Vittoria, che con le tette che aveva, la pecorina era la meglio posizione per una vacca come lei. Il giovane macho strizzo’ una chiappa per allargarla, infilando su per il suo culo il dildo che aveva portato Rosa. Il dilo entro e scivolo’ dentro fino alla fine, tra i gemiti e i suoni di goduria di Vittoria, che per sua stessa ammissione, adorava essere scopata nel culo. Sistemo come sempre la cappella tra le strette labbra della sua figa e con una mossa veloce e violenta, infilo’ il suo enorme cazzo dentro di Vittoria, cosi’ forte che le tette erano rimbalzate quasi fino al suo volto per poi tornare indietro. Era il mio turno, tutte le altre mi guardavano, mentre si stuzzicavano il clitoride in attesa del ritorno del toro bollente. Io, a confronto di Rosa ero una suora ma come Vittoria, adoravo anche le scopate nel culo. Sentivo il dildo che penetrava il buco del mio culo, sentendo che la sua perforazione allargava il mio culo, ospitando tutto il dildo fino alla sua fine. Gemevo dal piacere, mentre con la mano mi stuzzicavo il clitoride, aspettando la botta violenta, di quell’enorme cazzo che sarebbe entrato dentro di me. Sentivo la sua cappella posizionarsi tra le mie umide labbra e subito dopo, una violenta botta mi colpi’ da dietro, sentendo quell’enorme cazzo entrare e aprirmi dall’interno, quasi che potessi sentire il sapore della sua cappella in gola. Il suo cazzo usci’ e poi rientro’ rompendo le regole del gioco. Le altre continuavano ad osservare, con il culo tappato dal dildo e con le dita che entravano e uscivano dalle loro fighe sbattute. Dietro di me, il giovane fattorino sembrava un animale feroce, che mi stava violentando con botte secche e profonde, mentre io strillavo dal piacere, mordendo anche il divano, cercando di tenermi in equilibrio sotto quelle scariche di violenza.

Poi il cazzo usci’ e ando’ davanti alla faccia della puttanella del gruppo, Rosa, che aveva anche le labbra che ogni uomo avrebbe voluto sul proprio cazzo. Spinse quell’enorme pezzo di carne calda e pulsante dentro la sua bocca, tenendole la testa con le mani, sborrandole dentro. Rosa ora godeva come una cagna, mentre succhiava e ingoiava quel caldo e dendo seme latino, mentre il giovane macho, tremava durante il suo orgasmo. Ancora nude, pagammo il dovuto per la pizza, lasciando al giovane anche 10 euro di mancia. Con il dildo nel culo e le fighe sbattute da quel martello di carne, godemmo la pizza, in silenzio e sguardi compiaciuti.

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