I predatori della sorca perduta

Doppia penetrazione in palestra

Una spogliarellista marchettara che lavora a tempo e buchi pieni per il piacere dei suoi clienti. Due ragazzi che hanno assistito ad un suo spettacolo e che non hanno abbastanza soldi per farsela insieme, fuori dal palco. Un raptus notturno che li spinge a seguirla e scovarla in albergo per possederla con la forza…

Lisa, il bocconcino più prelibato di un locale notturno, la copia sputata di Valentina.

Franco e Pierre hanno assistito al suo spogliarello. Con quelle curve sinuose ha indurito i loro cazzi e… adesso?! Loro non hanno abbastanza danaro per godersi come si deve un’artista del suo calibro e non hanno scelta. La vogliono, vogliono quella fica e quel culo danzanti che li ha svegliati di brutto.

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Penetrano nel suo albergo come due falchi notturni, caricati da una strana adrenalina che li trasforma in due predatori della… sorca perduta.

Sgusciano nella stanza di Lisa come due ladri. Sono venuti per farle la festa…

Lei li guarda stranita e impastata di sonno. Appena sveglie, le femmine colano come fontane…

I due la salutano prendendola per la testa e guidandola bruscamente verso i loro cazzi eretti, che spuntano dalle brache calate in fretta. Lei, stordita, si sottomette lenta e falsamente svogliata, poi accelera il ritmo e cerca allupata i loro piselli offerti di prepotenza.

Mentre Pierre la chiava dandole colpi in pancia secchi e legnosi, Lisa si attacca al cazzo lucido dell’altro. Lui spinge e colpisce, assaggia una fregna tenerissima e profonda quanto basta per una caccia al tesoro senza fine. Quella sirena mora fiata poco e apre bene le cosce per facilitargli l’entrata e un su e giù impetuoso, totale. Sono mesi che non ha a che fare con un uccellone di quel calibro. Chissà com’è cattivo con le donne, quando fotte.

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Franco sente i brividi sul cazzo ad ogni scossone di quel porco di Pierre. Ficca e rificca, si tuffa e indietreggia imbestialito. Lisa li sente ansimare, il letto cigola. Pierre mantiene un ritmo nevrotico. Passa un quarto d’ora, mezz’ora. Lei si lascia spremere e si titilla finché sente tanta voglia di pisciare sborra. La scarica elettrica di quell’orgasmo la fa sbandare.

Deve ancora riprendersi dallo stordimento. Quando capisce cosa ha in mente Pierre, ha già più di metà del suo nerbo in culo. Pierre trova una strada larga e profonda e ci si immerge a testa in giù. Rincoglionito dalla lunga pompa, Franco non ne può più. Se la piazza sopra e le lacera i pochi millimetri di verginità anale.

Se ne frega di prendersi il suo aperitivo in fica. E’ il culo che lo chiama, è il culo che si chiava con tutto il virile sadismo di cui è capace. Lisa lotta col bruciore e il dolore di quell’impatto brutale. E’ abituata alla volgare prepotenza degli uomini e non si lagna.

Pierre si fa pompare nostalgico. Il fiato caldo percorre l’asta. Lisa lo sfiora coi denti, lo frusta con la lingua e, intanto, sotto tiene a bada come può un energumeno che ha deciso di farle conoscere il vero inferno anale. Dimentica la sua smania da bravissima bocchinara, dimentica gli spasmi di piacere. Franco la bastona fino a farla urlare.

Cola una lacrima per sbaglio e, con una mossa fulminea, si stappa da quell’incazzato. Ma è difficile che una donna, anche la più furba, possa far cambiare idea a Franco, quando ha voglia di inculare. Ahivoglia a dire: “Fa’ piano, maiale!”.

Più imbestialito di prima, ferisce a sangue le ultime tracce d’orgoglio della ballerina. Finiscono di farle la festa nel modo migliore che conoscono. Aprendola in due, sopra e sotto. Non si danno il cambio alternato per entrare e uscire: la bombardano in un su e giù parallelo, spremendo dolore di femmina.

Pierre estrae il cazzo, stufo di quella palestra. Vuole altri due o tre colpi di lingua prima di concludere. Lisa ha dovuto abituarsi troppo bruscamente a quell’energumeno figlio di puttana. A denti stretti allenta le difese anali, si rilassa. Ritrova le forze e la pace, il bollore si placa e asseconda il suo lupo che spinge, spinge…

La bella spogliarellista sa far sudare fino alla follia gli uomini anche quando non è lei a provocarli. In ginocchio succhia, masturba, ansima per prepararli a una super venuta.

In attesa di una colata di sborra troppe volte rinviata, Lisa ripensa ad un ragazzo che l’amava e che l’annoiava di parole. Il suo uomo l’adorava, certo, e avrà pianto quando l’ha vista andar via. Ma per sopravvivere le parole non bastano…

Ecco fatto. Ingoia un po’ di quel liquore agro. Potrebbero tornarle utili, quei due polli, un giorno. Spera solo che non si mettano in testa di venire tutte le notti. Con tutte le chiavate che l’aspettano potrebbe rischiare l’esaurimento… nerboso.

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