Giochi Violenti ( La fine dei giochi )

Il vecchio maiale mi aveva scopato cosi’ forte da farmi avere due orgasmi, uno mentre mi apriva il culo e l’altro poco dopo nella mia sgocciolante figa rossa. Ora, era in piedi avanti a me e mi stava strappando la maglietta, pronto a torturami i capezzoli, con delle vecchie pinzette arrugginite. Ero troppo stanca e soddisfatta per combattere, in qualche modo, la voce della mia figa diceva che nonostante tutto, il vecchio maiale si era meritato di fare cio’ che voleva. Avevo le tette libere, con i capezzoli molto duri, mentre guardavo negli occhi il vecchio contadino arrapato. Il mio sguardo era stanco mentre il suo, eccitato come il demonio.

Mi fece sdraiare sul divano a pancia in su, con la testa all’indietro sotto le sue palle, mentre sentivo le sue vecchie mani piene di calli, che mi strizzavano le tette. Mi aveva ordinato di leccarli le palle e lo feci senza nessuna obbiezione. Poi il gelido tocco delle pinze mi fece balzare, sentendo una forte stretta addolorante, che abbraccio’ il capezzolo della mia tetta destra. Urlavo mentre avevo le sue palle appoggiate alla mia faccia. Il vecchio si mosse indietro ed infilo’ il suo cazzo dentro la mia bocca aperte, che strillava. Comincio’ a far scivolare il suo cazzo tra le mie labbra, mentre l’altra pinza, cominciava a stringere con la stessa densita’ anche l’altro capezzolo. Era un dolore indescrivibile e in qualche modo, soffocato dalla forte stanchezza che avevo. Il cazzo che entrava e usciva dalla mia bocca mi impediva di strillare ma in qualche modo alleviava il dolore, in quanto mi ero concentrata solo su quello. Succhiavo quel vecchio cazzo umido come non avevo fatto a nessuno, come una sgualdrina affamata di calda carne di pisello. Il vecchio gemeva e ogni tanto levava le pinze per toccarmi le tette morbide. Sentivo che forse era arrivato anche il suo momento di avere un orgasmo e allora cominciai a succhiare ancora piu’ forte. Aveva rimesso a posto la pinzetta sul mio capezzolo ma invece di stringere, mi strizzava le tette e muoveva il suo cazzo con piu’ velocita’ dentro la mia bocca. Sentivo il suo cazzo gonfiarsi e il suo respiro sempre piu’ pesante quando il vecchio sfilo’ il cazzo dalla mia bocca e comincio’ a masturbarselo ferocemente. Mi aveva ordinato di tenere la bocca aperta e cosi’ feci, mentre vedevo come si masturbava e come le sue palle, si muovevano sulla mia faccia. Improvvisamente un forte getto di caldo e denso seme mi arrivo’ sulle tette, mentre il silenzio venne rotto dall’ululato di piacere del vecchio maiale. Sentivo il calore della sua sborra sulle mie tette mentre altra sborra colava direttamente sulla mia faccia, entrando in parte sulla mia bocca aperta, sentendo il suo aspro sapore sulla mia lingua.

Il vecchio tremava e continuava a far colare sborra sulla mia faccia, riempendo la mia guancia e le mie labbra con la sua densa e calda sborra, mentre ingoiavo quella che mi aveva gia’ fatto colare sulla lingua. Poi, con il cazzo rosso e sgocciolante, prese una lama e mi libero’, senza dirmi niente. Lo guardai, mentre sentivo la sua sborra colare su di me, chiedendogli se potevo tenere il dado come omaggio di quella splendida vacanza, augurando di poterlo incontrare nella mia prossima avventura in montagna. Lui mi guardo’ incredulo e mi regalo’ il dado.

Forse per questo non ho mai raccontato a nessuno di cio’ che era accaduto e di come ero entrata in possesso di quel dado. Perche’ era il mio piccolo segreto, che ogni tanto, la voce della mia figa mi ricordava, mentre mi mastrubavo tra le lenzuola.

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