Frustata dentro e fuori

Non mi sono sposata ed è stato un vero peccato. Spesso sogno di essere picchiata da uno dei tanti mariti che lo fanno puntualmente con le loro mogli perché sono gelosi o perché la minestra è venuta uno schifo oppure perché non rispetti mamma’.

Pazienza… mi accontento di frequentare club bizzarri dove è facile realizzare tutte le fantasie che vuoi senza dare in cambio niente tranne pochi momenti di schiavitù anale.

Fin da piccola, quando mi raccontavano le favole, l’uomo ‘cattivo’ ha sempre avuto un grande ascendente su di me. Era il vero protagonista della storia, il padrone delle mie emozioni e di chi, nelle fiabe, subiva il suo carisma, la sua forza capace di guidare il gioco, l’unico in grado di salvare i ‘buoni’ dalla noia. Io mi sono sempre sentita talmente ‘buona’ da risultare così passiva e noiosa. Tanto da farmi riempire di sculacciate per scuotermi dal sonno della mediocrità. Sono molto bella – me lo dicono tutti – ma non ho mai brillato d’iniziativa e, a letto, non ho fantasia.

L’uomo ‘cattivo’ più eccitante che ho conosciuto si chiama Dino. Non l’ho incontrato nei soliti club bizzarri, dove è più facile trovare tipi come lui. No, ci siamo conosciuti in una discoteca dove lavorava come spogliarellista. Era gentilissimo e dolcissimo, al momento di catturare un esemplare di masochista chic come me. Sono tutti così, i sadici: gentili e spietati all’occorrenza…

Io e Dino ci vediamo regolarmente nella mia bella casa da signora insoddisfatta. Insoddisfatta perché è difficile trovare veri padroni come lui. Dino starebbe le ore a parlare dando ordini di continuo. Preferisce le umiliazioni sottili a quelle esclusivamente e banalmente fisiche anche se non gli dispiace equilibrare le due cose insieme dando serie frustate dentro e fuori, quando è al massimo dell’erezione annidata nel didietro della sua schiava.

E’ un uomo molto bello, di una bellezza diabolica e gigantesca, robusto, alto, con una smorfia fissa stampata in faccia che sa rendere fradice le masochiste opportuniste come me. Libera dei gemiti assurdi e sinistri quando monta, il suo cinismo non ha prezzo, la sua elegante volgarità mi annienta. Ha tante di quelle amiche ricche che devo accontentarmi di vederlo un’ora a settimana. Per il resto, mi masturbo pensando alla sua frusta: quella che usa per lasciarmi segni sul corpo e l’altra, quella grossa coda che mi sbatte nel culo.

Mi piace indossare lingerie fetish di lusso, per lui: il nero lo fa impazzire come un toro dark nell’arena. La cosa che mi fa pulsare stomaco e utero è la sua dannata imprevedibilità. Può tirarmi i capelli e trascinarmi al guinzaglio sul pavimento e, un attimo dopo, servirmi di leccate di fica dolci, appassionate ed altruiste. Può offendermi e umiliarmi in mille modi e, dopo cinque minuti, scoparmi supina come l’uomo più innamorato della terra, leccandomi il tacco altissimo delle scarpe come un cane fedele.

Quando mi autorizza ad attaccargli pompe a catena, adora guidare la mia aggressività orale tirandomi forte per i capelli. Mi strizza i capezzoli con vigore e mi schiaffeggia la fica nei punti più sensibili, quando sta per prepararmi alle sue super chiavate piantandomi dentro falli enormi. Mentre si accinge a montarmi, in piedi come un cavallo, so che con lui non si tratta mai di banali scopate. Adorabile e brutale mi parcheggia il cazzo in sorca e soprattutto in culo all’ingresso di casa, davanti ad un grande specchio dove io devo guardarmi: guardare la mia faccia rossa, in preda all’orgasmo, con i capelli sconvolti e il trucco alterato dal calore che si sprigiona dalla mia sessualità in ebollizione.

Il ruolo che gli spetta sempre è quello del cane padrone che si aggrappa ai fianchi della sua femmina sul pavimento, a pecorina, e la tiene al guinzaglio e la frusta urlando la sua animalità sfogata. E’ quasi sempre a pecorina che cede alla tentazione anale sfondando le zone più segrete della mia strana sessualità, ma vedersi sovrastato dal mio corpo scultoreo a smorzacandela è un diversivo che non lo disturba, anzi… E’ una sfida a tornare alle sue posizioni da macho ed a riannidarsi nel calore del mio culo in cerca dell’orgasmo.

Il suo sapore scende giù verso la gola e mi rende più serva della sua frusta….

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