Caffe

 

racconti eros

Ci siamo conosciuti casualmente… di sfuggita… sul lavoro…
io casualmente allo sportello e tu a cercare dei tuoi documenti…
uno sguardo semplice, ammaliante, pulito, discreto. Non ho resistito e contro ogni privacy ho fatto in modo di recuperare il tuo contatto, il tuo numero di cellulare.
ti ho cercato, ti ho scritto, mi sono presentato, ti sei subito ricordata di me.
per giorni e settimane messaggi carini, pieni di buongiorno e buonanotti… ma anche di allusioni, doppi sensi e reciproci complimenti.
e poi l’invito per un caffé che tra una battuta e l’altra dalle disquisizioni della bontà di un caffè diverso dall’altro si trasforma in un caffè a casa tua, un caffè in pausa pranzo da te…
e così oggi sei venuta a prendermi all’uscita dal lavoro con la tua macchina… preferivi cosi…
un saluto, parole di circostanza ed il breve viaggio verso casa tua..
scesi dalla macchina… breve strada fino al condominio, l’ascensore e poi la porta di casa…
mi avevi detto di fare come se fossi a casa mia… di iniziare a cercare e prendere le tazzine nell’antina che saresti arrivata in pochi secondi dopo esser stata in bagno…
Tornata non ho fatto in tempo a rendermene conto mi hai messo spalle al frigorifero ed iniziato a baciarmi… con il tuo corpo appoggiato al mio… un po’ stordito e colto di sorpresa hai infilato anche le mani sotto la maglietta e fatto in modo che la maglietta sfilasse via velocemente…
guardi verso il basso… appoggi delicatamente la mano sulla cerniera… con fare innocente mi guardi e domandi… che succede qua???…
Speravo e pensavo di finire a letto con te… di farti mia… non certo questa volta… forse una prossima volta… al prossimo caffè o dopo l’invito a cena che stavo già programmando…
ma ora sono succube delle tue attenzioni… dei tuoi modi…
succube di quella mano che ha semplicemente toccato ma nei miei pensieri è già molto di più… dispensatrice di eccitazione e godimento…
La mia testa ripercorre velocemente tutti i momenti da quando ti ho visto la prima volta ad oggi…tutti i messaggi… e poi mi fermo a pensare… quando mi piacerebbe che mi sbottonassi i pantaloni e levassi i boxer…
Sentire la tua mano che mi prende e lentamente mi scopre… e stringe alla base …e poi inizia quel movimento lento lento su e giù… un preludio che proietta immagini a quando avvicinerai la bocca…
Lo scorrere di pensieri sono fonte di eccitazione e desiderio. La mia parte di controllo questa volta sembra quasi faticare nel cercare di domare la parte selvaggia e trasgressiva che galoppa in me…
So che ci riuscirò. A patto che i tuoi gesti, i tuoi modi non superino la mia immaginazione e percuotano il mio corpo…
continua… non smettere….

Autore:
Wind

Blog: I Racconti Erotici, Racconto: Caffe

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